UNA CASA DI PAGLIA, BIO-EDILIZIA CON MATERIALI NATURALI E INTONACI

A San Donà di Piave, nella bassa pianura veneta, sorge la Casa di Paglia.
La Casa di Paglia è realizzata con murature in balle di paglia ed è in fase di certificazione come CasaClima Gold.
L’abitazione in paglia di San Donà di Piave è tra i pochi edifici in Italia che sfrutta le caratteristiche di questo materiale “povero” ma totalmente naturale, eco-compatibile ed eco-sostenibile, altamente isolante termicamente e acusticamente.
Regista di questa abitazione green, il geom. Sforzin ha fondato la sua progettazione su tre principali aspetti, la risoluzione dei punti deboli del fabbricato e in particolare del materiale paglia, l’ottimizzazione dei tempi di esecuzione delle lavorazioni in cantiere e il risparmio sui costi di costruzione.
E’ stato necessario lo studio profondo del comportamento della paglia come materiale per l’edilizia nello specifico contesto ambientale in cui è stato realizzato l’edificio: l’analisi delle temperature superficiali interne e l’andamento delle isoterme hanno dimostrato l’ottimo livello d’isolamento della parete in balle di paglia.

A seguito di una valutazione preventiva della composizione degli elementi strutturali, nei nodi di attacco tra gli stessi (pavimento/parete-tetto) si è infine appurato che vengono ottenute senza particolari accorgimenti temperature superficiali superiori ai 17°C richiesti dagli standard dei protocolli CasaClima Gold o Passivhaus Institut.
Dalla verifica della condensa superficiale e interstiziale effettuata con il diagramma di Glaser, è stato osservato che la stratigrafia della parete in paglia (intonaco di argilla – paglia – intonaco di calce idraulica naturale NHL5) porta a una lieve formazione di condensa interstiziale tra la paglia e l’intonaco esterno, per circa 45 g/mq (4,5 cl/mq) nei mesi freddi, destinata ad asciugarsi nei mesi caldi. Questo fenomeno è dovuto alla minore resistenza al passaggio del vapore acqueo da parte della paglia rispetto all’intonaco esterno di calce. Il diagramma di calcolo, tuttavia, non tiene conto della caratteristica propria dei materiali naturali come la paglia di assorbire e rilasciare lentamente l’umidità relativa presente nell’aria, oltre che delle proprietà del sistema di prodotti in muratura scelti.P1060996

Oltre alla parete in blocchi di paglia pressata, da segnalare è l’intonacatura, realizzata esternamente con RÖFIX CalceClima Progetto, prodotto anch’esso, come la paglia, con materie prime naturali e dalle proprietà traspiranti. Questo speciale intonaco, infatti, come tutta la Linea CalceClima, è espressamente pensato per la bioedilizia e, grazie alla composizione di calce idraulica naturale NHL5, assorbe l’umidità in eccesso e la rilascia quando necessario, in modo da mantenere sempre un clima sano.
Il tetto, realizzato con tavolato di perline M/F in legno di abete rosso che colora anche alcuni dettagli esterni, è stato opportunamente isolato: di fondamentale importanza è stata la verifica della tenuta all’aria dell’involucro termico, poiché una perdita anche non eccessiva d’aria nei punti delicati del fabbricato, avrebbe potuto causare danni rilevanti in una casa di paglia. Inoltre è stata curata e testata la sigillatura delle tubazioni e canalizzazioni impiantistiche, dei serramenti e in particolare degli attacchi tra elementi costruttivi: pavimento / parete / tetto. Di conseguenza sono stati eseguiti a fine lavori un blower door test e il collaudo per valutare i requisiti acustici passivi. Entrambi i test hanno dato risultati ottimali.

Le caratteristiche particolari e ad alta efficienza della Casa di Paglia di San Donà di Piave hanno portato l’edificio a concorrere per il raggiungimento della certificazione per una CasaClima Gold da 9 KWh/mqa, traguardo atteso in breve tempo e posticipato in quanto si è scelto di attendere un paio di mesi dal termine dei lavori per l’installazione di un sistema a ventilazione meccanica.

DUBAI, INDEX

index_italyIndex Dubai, Emirati Arabi, è una delle più importanti Fiere di interni di tutto il mondo arabo. Index la Fiera per i fabbricanti, fornitori, importatori e gli esportatori di mobili per interni e i prodotti e servizi relazionati.

 

Si svolge a Dubai (UAE) dal 20 al 23 maggio 2013

RETAIL CONCEPT

Appare evidente e risulta supportata da  diversi ricercatori del calibro di G. Lojacono, J. Rifkin; come la domanda italiana di prodotti di arredamento, come molti altri beni,  stia attraversando un periodo di forte crisi che può essere spiegato facendo riferimento a fattori di natura macroeconomica e alle caratteristiche dell’attuale sistema di offerta

Si può supporre che ci troviamo davanti ad un mercato saturo  a livello europeo, inoltre la letteratura in materia sottolinea come quello italiano sia un mercato frammentato.  Infatti ulteriore caratteristica strutturale del settore è la concentrazione delle unità produttive in distretti industriali che sono particolarmente presenti in alcune regioni italiane tra cui: Lombardia 23%, Veneto 18%, Toscana 10,2%, Friuli-Venezia Giulia 4,5%, Marche 5,4%.    Questi distretti sono diversi tra loro in termini di caratteristiche strutturali (storia, articolazione del sistema produttivo e posizione internazionale), modelli di comportamento strategico diffusi sul territorio, tendenze evolutive e vincoli allo sviluppo.

Alcuni sostengono che i problemi maggiori dovuti dalla vocazione distrettuale nascono proprio dalle dimensioni piccole/medie  delle aziende.  D’altrocanto la ridotta dimensione rappresenta una peculiarità strettamente italiana che consente una flessibilità e personalizzazione di prodotto,che rappresenta un valore aggiunto per la nostra produzione, sono elementi che qualificano la filiera produttiva italiana e che la rendono inimitabile tra i quali: le competenze specialistiche della manodopera, la creatività di imprenditori e designer, la concentrazione geografica delle imprese , la flessibilità aziendale, l’interazione con settori collegati e di supporto, lo sviluppo di una struttura distributiva specializzata e la sofisticata domanda interna.  Però la ridotta dimensione della maggior parte delle aziende, anche eccellenti, del settore del mobile arredo oltre ad essere una caratteristica rappresenta un tema critico per la realizzazione di strategie di crescita, rendendo difficili i rapporti con la grande distribuzione che, benché non ancora rilevante in Italia, rappresenta l’80% dei mercati esteri.

È fondamentale individuare possibili alternative alla sola crescita ‘per via interna’ e favorire percorsi innovativi per il raggiungimento di quella massa critica necessaria ad adeguare la dotazione di risorse (produttive, progettuali, manageriale, finanziarie) alla dimensione delle sfide della competizione internazionale. Conseguenza della forma distrettuale della produzione è altrettanto frammentata a livello distributivo e sbilanciata a favore del dettaglio tradizionale, ossia specializzato nella vendita di arredo, indipendente e di piccole dimensioni, il 70% dei negozi impiega al massimo cinque dipendenti e la media italiana è di un negozio ogni 2300 abitanti.

La numerosità dei punti vendita in Italia risulta essere confermata dai dati relativi alla distribuzione di mobili e complementi arredo, inclusi tappeti, tessile per la cada ecc.. Federmobili, Federazione Nazionale dei negozi d’arredamento  in un recente studio ha rilevato la presenza di 18000 punti vendita di cui 200 sono classificabili all’interno della categoria grande distribuzione  (5000 metri quadrati di media, di cui il 50% dedicato ai mobili), con un tasso di crescita annuo pari all’1%.

Negli ultimi anni, però, l’incidenza della distribuzione moderna e il livello di concentrazione sono aumentate anche in Italia, grazie soprattutto allo sviluppo di alcune catene specializzate come Ikea. Altra singolarità prettamente italiana è il concetto di design, punto di forza del sistema del mobile arredo italiano, sta subendo anch’esso una forte trasformazione divenendo una condizione indispensabile alla competizione nel settore. Tale trasformazione coinvolge innanzitutto la sua portata innovativa evidenziando una divaricazione significativa nei ruoli storicamente interpretati dal design italiano nel mobile: quello di essere determinate dell’innovazione di prodotto e quello di interpretazione estetica, in un processo quasi simbiotico tra l’imprenditore ed i designer. Dopo un’attenta analisi si è proceduto verso la formulazione di una diagnosi delle cause dello stato di crisi della domanda, si è giunti alla conclusione che la stagnazione del mercato trovi una possibile spiegazione nella scarsa integrazione tra prodotto, comunicazione e distribuzione che non consente al consumatore di comprendere appieno il valore creato dagli attori della filiera .

Gli italiani, ritengono la casa il bene in assoluto più importante, l’obiettivo di una vita (quando manca), da cambiare migliorandola (quando la famiglia cresce e le pretese aumentano), da moltiplicare (il mito, che possiamo chiamare novecentesco, della seconda casa). La fenomenologia dell’abitare è articolata, decisamente più investita di significati rispetto ai Paesi anglosassoni, ad esempio. La casa è, dunque un progetto in divenire e non una scelta Una Tantum destinata a rimanere inalterata nel tempo.

Ecco come anche l’architettura del punto vendita deve rivestirsi di valore aggiunto, lasciando spazio alla capacità soggettiva e narrativa, diventando racconto di una storia e palcoscenico delle relazioni con gli utenti e tra gli utenti stessi. Ogni elemento del progetto è finalizzato a costruire un ambiente in grado di sollevare la curiosità del consumatore sorprendendolo con soluzioni innovative, al fine di costruire un’immagine e un’ identità di marca che il consumatore possa trattenere nella sua mente come elemento memorabile, trasformando il punto vendita in un luogo di comunicazione che,se ben orchestrata, rappresenta una leva fondamentale per il successo di un prodotto o di una marca, purchè l’utente sia protagonista della scena e possa interagire con i molteplici livelli di narrazione, anche in termini di servizi aggiunti, nell’ottica di una fidelizzazione che si estenda nel tempo.

Nel particolare campo di studio si è riscontrato che uno dei problemi nel mercato odierno per le aziende produttrici operanti sia nel mercato interno che mondiale, è quello di riuscire a veicolare la propria identità all’interno dello spazio distributivo.

Mentre nei monomarca spesso è proprio l’impresa produttrice a gestire direttamente lo spazio e la comunicazione del proprio marchio così da valorizzare la marca nel corretto modo, creando, a volte, una coerenza di linguaggio dall’azienda al prodotto, dalla progettazione del punto vendita alla scelta dei materiali e del personale addetto alla vendita; in quanto l’identità della marca si fonda generalmente su di un numero ridotto di valori base, che sono successivamente trasformati in narrazioni e discorsi attraverso differenti mezzi di comunicazione. E’ stato ampliamente constato che  proprio lo spazio di vendita diventi momento di comunicazione dell’identità di marca, luogo di confronto e dialogo con l’utente, punto di contatto fisico con i valori aziendali permettendo di declinare, modificare e arricchire il senso dell’identità rappresentata.

(tratto da: www.politesi.polimi.it)

BOLZANO, KLIMAHOUSE

Fiera_BolzanoFiera internazionale specializzata per l’efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia

  • è la fiera leader in Italia nel settore dell’efficienza energetica e sostenibilità in edilizia
  • ospita espositori altamente specializzati
  • nasce dall’esigenza di dare risposte e soluzioni per costruire  in maniera sostenibile, risparmiando energia e rispettando l’ambiente
  • si svolge in Alto Adige, territorio all’avanguardia in questo campo e ponte tra le tecnologie del nord Europa verso sud
  • gode del supporto di partner importanti e di assoluto livello
  • la parte espositiva è affiencata da visite guidate a edifici certificati sul territorio e da formazione congressuale e convegnistica

Il concetto “CasaClima” è sinonimo di edilizia moderna, che unisce  sostenibilità, drastica riduzione dei costi energetici e una perfetta  climatizzazione dell’ambiente.

Klimahouse è una fiera di qualità che si contraddistingue dalle altre fiere del settore per il carattere altamente specializzato dei suoi espositori e visitatori e per il contenuto innovativo del programma di formazione, che unisce ai numerosi convegni e workshops una serie unica di tour guidati ad edifici CasaClima sul territorio (Fonte www.klimahouse.it)

OUTLET DELL’ARREDAMENTO: IL DESIGN ANTI-IKEA IN OFFERTA

Negli ultimi anni per l’arredamento delle nostre case, vuoi per gusto vuoi nella gran parte dei casi per necessità economiche, ci siamo affidati al colosso Ikea che ormai in tutto il mondo offre mobili a prezzi accessibili, penalizzando in qualche caso la resa e la qualità dei mobili. Chi di noi però sfogliando riviste di casa o navigando in internet non ha sognato un pezzo particolare di design, un mobile di un grande marchio, dovendoci quasi subito rinunciare proprio a causa del costo? Bene. Finalmente sono nati gli outlet dell’arredamento. “Molte aziende celebri dell’arredamento infatti sono sbarcate nel mondo degli outlet monomarca o multimarca, oppure sul web, per offrire sconti considerevoli sui prezzi di listino”. Sono Factory outlet con sconti dal 30 al 70 % su articoli di noti marchi del design italiano. Spesso in questi outlet troviamo pezzi che hanno arredato uno shooting fotografico o articoli fuori produzione o usciti per liquidazione di fine stagione. Oggetti quindi inarrivabili, normalmente costosissimi, entrano in casa nostra. Ecco alcuni esempi di outlet dell’arredamento: Design Outlet Italiano (foto a sx): una vera e propria cittadella del design, dell’arredamento e dell’oggettistica rigorosamente made in Italy, che dopo avere inaugurato il primo centro a Santhià, ne apre ora uno a Colonnella, in provincia di Teramo. O più semplicemente basterà andare sul sito www.outletarredamento.it e non dovrete più rinunciare ad avere la casa dei vostri sogni.

BOOM 2012 NUDA PROPRIETA’: 5 CONSIGLI PER FARE L’ AFFARE

2012, boom della nuda proprietà con un incremento di domanda e offerta del 40% in più rispetto al 2011, triplicandosi rispetto al 2010. Da un’analisi condotto dall’ Osservatorio di Casa.it, il portale con oltre 700.000 annunci immobiliari e oltre 4.700.000 Utenti Unici al mese, al primo posto per numero di soluzioni immobiliari diffuse in nuda proprietà, si posiziona il Lazio con un incremento del 29% rispetto a 12 mesi fa. La classifica degli aumenti consegna la medaglia d’oro invece all’Emilia Romagna con +45% di offerte rispetto allo scorso anno, mentre la penetrazione del numero di immobili in vendita con la formula della nuda proprietà in relazione alla popolazione di ciascuna regione registra al primo posto la Toscana, segno di un fenomeno ormai diffuso in tutta la Penisola. Primo posto per l’Emilia Romagna anche per maggior incremento di richieste di soluzioni immobiliari in nuda proprietà rispetto al 2011 con un +32%, seguita da Lombardia, Toscana e Lazio. Le motivazioni di un tale boom possono spiegarsi nel concetto stesso di nuda proprietà. Vediamolo.

La vendita di un appartamento con la formula della nuda proprietà consente al venditore di mantenere l’usufrutto dell’abitazione. Il venditore potrebbe essere individuato in una coppia di persone anziane, senza eredi, che alla loro morte, se non hanno disposto diversamente attraverso un testamento, vedrebbero i loro beni incamerati dallo Stato. Dalla vendita dell’immobile la nostra coppia “campione” potrebbe ricavare i mezzi finanziari per poter vivere più serenamente senza, però, dover rinunciare ad abitare la propria casa.
L’acquirente potrebbe essere un padre, di media età, che acquista la nuda proprietà dell’immobile con lo scopo di adibirlo in un secondo tempo, cioè alla morte del venditore, ad abitazione del figlio. L’acquirente, inoltre, può essere il tradizionale investitore che, non volendo alimentare i propri redditi qualora affittasse l’unità immobiliare e non avendo la necessità, in tempi massimi predeterminati, di usare l’immobile e, comunque, volendo risparmiarsi i grattacapi di un contratto di locazione (evitando, così, oneri fiscali o spese di manutenzione ordinaria), sottoscrive questa specie di “scommessa finanziaria” che, tanto sarà più interessante, quanto sarà breve, in termini pratici, la durata del diritto di “usufrutto”.

Quindi questo sistema permette di incassare liquidi dalla cessione dell’immobile senza non solo perdere il diritto abitativo ma anche mantenendo la stessa qualità di vita grazie agli introiti della vendita. Dall’altro lato per chi acquista si tratta di un investimento a medio-lungo termine e si impossessa di un immobile senza dover pagare l’IMU, in quanto l’imposta ricade sul venditore-usufruttuario. Tuttavia Daniele Mancini, Amministratore Delegato di Casa.it, dichiara che “Si tratta certamente di un’opportunità interessante, che dimostra l’adeguamento continuo dell’offerta alle richieste della domanda e all’attuale contesto economico, tuttavia è bene prendere in considerazione 5 suggerimenti.

La valutazione dell’immobile: chi decide di mettere in vendita il proprio immobile con la formula della nuda proprietà non può esimersi dall’affidarsi a professionisti al fine di ottenere una corretta valutazione del prezzo di vendita.

L’età del venditore: il valore di un immobile in nuda proprietà cambia in funzione dell’aspettativa di vita del venditore, nonché futuro usufruttuario, poiché da questa dipende statisticamente la durata del contratto. Di seguito una simulazione prendendo in considerazione un immobile del valore di mercato di 250.000€.

La normativa legale: la vendita della nuda proprietà è legalmente riconosciuta come trattativa di vendita e quindi soggetta alle normative legali dell’ambito: non sono pertanto possibili scritture private o lettere di intenti mentre è sempre necessario affidarsi ad un notaio per stipulare l’atto di vendita. Una curiosità: trattandosi a tutti gli effetti di una compravendita, questo tipo di transazione non è impugnabile da eventuali eredi in disaccordo.

La provvigione dell’Agenzia Immobiliare: nel caso in cui ci si rivolga ad agenti immobiliari, la provvigione da riconoscere agli intermediari è equivalente a quella prevista per le normali transazioni di compravendita immobiliare.

Le modalità di pagamento: il pagamento della nuda proprietà può avvenire in due modi: l’importo può essere interamente saldato all’atto notarile, oppure, previo accordo tra le parti, l’acquirente può versare subito una parte e il rimanente può essere dilazionato con importi mensili sino a saldo dell’intero valore dell’immobile. Una modalità, quest’ultima, vantaggiosa per entrambe le parti: l’acquirente, infatti, può evitare di versare in un’unica soluzione l’intero importo e il venditore avrà a disposizione una rendita mensile di cui avvalersi come una sorta di pensione integrativa.