I Marchesi a Olio Officina

marchesiSabato 26 gennaio, ore 19, palazzo delle Stelline, sala Leonardo
Il Codice Marchesi, codice mediterraneo
Appuntamento ad Olio Officina Food Festival

Ancora una volta sarà Il Codice Marchesi a disegnare la strada percorsa  dal grande cuoco e maestro di cuochi, autore di una cucina essenziale, tanto semplice quanto esatta, riassumibile nel concetto: la materia è forma. L’incontro con Gualtiero Marchesi, in compagnia di Nicola Dal Falco, si svolge per il secondo anno di seguito a Olio Officia Food Festival di Luigi Caricato. L’aver solo immaginato e stampato un codice culinario che attraverso tredici piatti ed altrettanti concetti: armonia, bellezza, civiltà, colore, genio, gusto, invenzione, leggerezza, mito, territorio, tradizione, verità, semplicità, passi dalla ricetta, dalla cosiddetta cultura materiale, alla meditazione e viceversa, dà un’idea di chi abbiamo di fronte.

«È curioso che mentre la cucina francese e la dieta mediterranea
sottolinea Gualtiero Marchesi
sono diventate patrimonio dell’Unesco,
la cucina italiana che per ragioni geografiche, storiche e culturali si trova al centro del Mediterraneo
manchi ancora all’appello.
Semmai, è proprio la nostra cucina, più che quella dei miei amici francesi,
ad essere identificabile per stile e prodotti con la grande tradizione del Mediterraneo.
Un mare circondato di terre, questo è il significato letterale della parola.
Quasi un lago, ma salato. Cucina che sta in mezzo, che unisce, cucina di sale e di sole, essenziale.
Tanto di natura e tanto di civiltà, di equilibrio e di chiarezza.
Cucina mediterranea, cucina italiana o, se volete, classica».

1148-imgAnche Paola                                            Marchesi sul palco di Olio Officina

Alle 20,30, area Spettacoli
Olio Officina

Sempre sabato 26 gennaio il concerto di musica mongola, 
ideato ed eseguito con strumenti tradizionali
da Paola Marchesi e da Michel Abraham.
Insieme hanno dato vita al progetto uRYa,
incentrato sul patrimonio musicale dei popoli nomadi dell’Altaï.
«Da diversi anni
spiega Paola Marchesi 
insegno violino in varie scuole, cercando di aprire il più possibile
gli orizzonti dell’insegnamento classico.
L’incontro con Michel Abraham, mio compagno nella vita,
ha determinato una svolta importante.
È insieme a lui che ho trovato una dimensione più libera di fare musica».

Tra i brani in programma:
Tatlaga (duo di Morin Khuur),
Tsuur (flauto della Mongolia),
Ajan (scacciapensieri e tamburo),
Bajan (Morin Khuur, tamburo e agogo),
Shaman (tamburo e canto difonico),
New Shaman (Morin Khuur e didjridoo).

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