APPLICAZIONI AZIENDALI, ALZA IL VOLUME DEL TUO BUSINESS

Le App sono, senza ombra di dubbio, lo strumento di comunicazione più evoluto del momento. Avere un’ App, per un’azienda, è oggi sinonimo di prestigio, efficienza, innovazione, senso di modernità. Le App sono un segnale inequivocabile che l’azienda sta al passo. Ecco perchè “non rendersi conto di quanto la diffusione delle nuove tecnologie stia cambiando il volto della società, sarebbe nascondere la testa sotto la sabbia. Ma ancora peggio è non riconoscere l’impatto che l’uso crescente di dispositivi mobili ha nel mondo del business”. (da www.cosmobile.net). Non fa una grinza. Non solo immagine, non solo prestigio. Le App semplificano anche la vita lavorativa. Ogni idea sta sul cellulare dei Tuoi Clienti. Aumenti la conoscenza, coinvolgi e spingi il tuo business. Le persone in mobilità (sia business che in privato) stanno aumentando vertiginosamente; le risposte devono essere date in modo diretto, veloce, mirato. Le App sono sempre a portata di “mano”. Provate a cercare una scheda che vi interessa dentro ad un sito e misurate il tempo. Fatto?Adesso paragonatelo ad avere un pulsante sul display che parla solo di quell’argomento che vi interessa. A questo è dovuto il successo delle App inserite nel sistema mobile. Il sistema delle App business permette di rimanere sempre a contatto con Clienti, Agenti, Distributori italiani o esteri. Da cosmobile.net: Alan Braun, iOS App Consulting Engineering Manager in Apple, parlando dell’importanza del design nelle applicazioni aziendali sottolinea come gli strumenti forniti a un collaboratore danno l’idea di quanto sia importante il lavoro che svolge. Questa frase viene riportata in un articolo di Maribel Lopez su Forbes, insieme alle caratteristiche che deve avere un’app di successo evidenziate da Braun. Quando Braun parla di design delle app, non si riferisce alla grafica ma alla user experience garantita dalla app. Per essere considerata di successo un’app deve essere semplice da usare e intuitiva, quindi non richiedere particolari corsi per usarla in tutte le sue funzionalità; innovativa; coinvolgente; deve essere integrata, con gli altri sistemi aziendali e con il dispositivo per cui è concepita. Dal lato dell’azienda, le caratteristiche di un’app di successo contemplano anche la riduzione di costi gestione, l’aumento dell’efficienza degli impiegati che la utilizzano, la possibilità di raccogliere dati e feedback e l’adozione su larga scala.

COSMOFARMA 2013, BILANCIO POSITIVO CON OLTRE 24MILA VISITATORI. LA FIERA FULCRO DEL MERCATO FARMACEUTICO

COSMOFARMA EXHIBITION 2013 chiude con un bilancio positivo. La sua 17a edizione, infatti, ha portato un successo importante in termini di presenze, di espositori e visitatori, e di eco mediatica. Dal 19 al 21 aprile scorso. Oltre 350 espositori e più di 24 mila visitatori, ben l’11% in più rispetto all’edizione precedente. Cosmofarma ha così messo all’attivo oltre 150 ore di convegni e seminari. La manifestazione, tra l’altro, ha accolto operatori provenienti da 20 Paesi (Europa, Medio Oriente, Brasile) e ha ospitato nel suo cartellone più di 450 appuntamenti B2B. Cosmofarma Exbition 2013 è stato, dunque, fulcro internazionale per il mercato farmaceutico. L’evento, inoltre, si era aperto con l’inaugurazione di PHARMINTECH, la fiera dell’intera filiera tecnologica al servizio dell’industria farmaceutica, parafarmaceutica e nutrizionale. “Una settimana di novità, di informazione, di confronto sul meglio dell’industria farmaceutica mondiale che ci ha dato grandi soddisfazioni, confermando con dati estremamente positivi, la nostra intuizione di partenza, quella di riunire in un unico appuntamento l’intera filiera del Farmaceutico, dall’industria ai servizi” dichiara Duccio Campagnoli, Presidente di BolognaFiere e di SogeCos, la società che organizza COSMOFARMA. “BolognaFiere punta da sempre sulla specializzazione e sul supporto alle filiere e ai grandi distretti produttivi. Ci auguriamo che questa prima “Farmaweek” sia l’inizio di un percorso che stimoli una sempre più stretta collaborazione fra le varie realtà e tutte le associazioni di categoria coinvolte, a supporto del business sul mercato nazionale e internazionale”. 

M-COMMERCIO, E’ BOOM DEL COMMERCIO ELETTRONICO IN TUTTO IL MONDO

Il Mobile Commerce, conosciuto anche come M-Commerce indica la “capacità di gestire il commercio elettronico (e-commerce) attraverso l’uso di un dispositivo mobile come un comune telefono cellulare oppure uno smartphone”. Nell’ultimo anno si è verificato un boom esponenziale di questo meccanismo. Partiamo dalla Cina, dove dal secondo semestre 2012 interessa più di 55 milioni di m-consumatori, con una progressione del 136,5% in un anno. In sostanza il 23% dei consumatori di Internet in Cina. Ci spostiamo negli Stati Uniti e qui si parla di oltre il 58& di vendite tramite apparecchio mobile. La società di ricerca eMarketer prevede, infatti, 37,44 miliardi di dollari spesi da 72 milioni di m-consumatori in un anno. Addirittura si parla già di una crescita del 65% di consumatori mobili per il 2016. In previsione futura, dunque, la società di ricerca stima che 118 milioni di americani sfrutteranno le m-boutiques. Chiudiamo la nostra indagine in Europa dove il 47,6% della popolazione passa il suo tempo online tramite un apparecchio mobile. Una percentuale interessante che porterebbe l’m-commerce a 9,2 miliardi di euro di vendite nel 2017, contro gli 1,4 miliardi ottenuti nel 2011, passando così dall’1 al 6,8% delle vendite online. 

BENETTON, BILANCIO 2012 NEGATIVO IN ITALIA

Un 2012 da dimenticare per Benetton. I ricavi della moda nel 2012 “non sono stati troppo belli” e dunque il bilancio è negativo per quanto riguarda l’Italia. Lo ha dichiarato Alessandro Benetton presidente del Benetton Group, presentando a Parigi la nuova campagna prodotto. “In Italia siamo andati peggio rispetto agli ultimi anni, la stessa cosa in Spagna. Soddisfazioni in Corea e in India, ma questo non può compensare l’Italia che per noi è il 50% del mercato”. Benetton, con 120 paesi tra gestione diretta e franchising, investe anche in Russia, India, Messico, Turchia. Ciò non toglie l’importanza di imporsi in Italia con numeri ben diversi da questi dell’anno appena chiuso. “In tutti i settori, non solo nell’abbigliamento, quello che si vede adesso non si è mai visto dal dopoguerra. Da imprenditore voglio guardare avanti con ottimismo, mi auguro ci possa essere in Italia un ambiente favorevole”. 

FAI DA TE, DECORAZIONI NATALIZIE

Nella nostra rubrica dedicata al “Tempo libero” parleremo di “fai da te” e vi daremo qualche simpatico spunto per le decorazioni natalizie. Abbiamo scelto un’esperta, Martha Stewart, una vera icona nel settore. Martha Stewart è una conduttrice tv e intrattenitrice statunitense, conosciuta nel mondo televisivo e dei magazine per i suoi progetti di cucine, giardinaggio, fai da te e, in generale, come guida nel lifestyle e nel ménage domestico. Vi mostreremo i consigli di Martha per realizzare una vera “calza” americana, un tipico ramo/albero natalizio USA e infine dei graziosi segna posti con le pigne.

“La particolarità di questa calza sta nella presenza di un’applicazione a forma di uccellino che dona all’intero lavoro un effetto quasi sospeso”.

L’occorrente per realizzare la calza è: stoffa grezza di colore marrone, feltro dello stesso colore, piume bianche e marroni, pailettes e colla. Una volta disegnato il modello da realizzare,  ingranditelo al 200% al pc e stampate: fatto questo, cucite al rovescio le parti della calza ed, una volta terminato, capovolgetela. 

Per costruire l’uccellino, tagliate il feltro seguendo la linea della sagoma per realizzare il corpo e le ali: una volta incollate le parti, adornatele con le piume e le pailettes seguendo il vostro gusto personale. Cucite l’uccellino sul bordo della calza ed il gioco è fatto.

Passiamo al ramo natalizio che sostituirà l’albero per chi ha problemi di spazio:

Procuratevi un bel ramo d’abete con tanto di pigne. Procuratevi poi un bel vaso di vetro trasparente all’interno del quale porrete altre pigne e che riempirete d’acqua: prima di infilare il ramo nel vaso ed incastrarlo tra le pigne, effettuate un taglio obliquo all’estremità dello stesso. In questo modo il ramo assorbirà il nutrimento dall’acqua con più facilità, garantendo una maggiore durata della decorazione.

E infine apparecchiamo la tavola con i segnaposti di pigne:

Occorre del cartone pesante: tagliate dei rettangoli di dimensioni 7 x 8 centimetri, tanti quanti sono i segnaposti necessari e piegateli a metà sul lato più corto. Procuratevi poi del cartoncino colorato e tagliate dei rettangoli di dimensioni 8,5 x 4: su di essi andranno scritti i nomi degli invitati e creato un riquadro con un pennarello. 

Fatto questo, staccate le brattee dalle pigne e con esse componete dei fiori che incollerete sul cartoncino: la colla da usare sarà quella a caldo, così da sostenere senza problemi il peso delle brattee. Potete arricchire i fiori con pietre colorate e strass. Adesso potete incollare il cartoncino decorato sul supporto di cartone ed apparecchiare la vostra tavola. 

MAMME OVER 50 SI O NO? LA PAROLA AGLI ESPERTI

Prima la cantante Gianna Nannini, poi la showgirl Carmen Russo. E fra l’una e l’altra Heather Parisi, Alessandra Martines e molte altre. Cresce sempre di più il numero di donne che decidono di diventare mamme in tarda età. Vuoi per la smania di una carriera, vuoi per stress, vuoi per sano egoismo, sono numerose le donne che posticipano l’istinto materno. Tuttavia medici ed esperti non hanno lo stesso parere su questo argomento.

Non è ben visto da tutti. Grazia Attili, ad esempio, professoressa di Psicologia Sociale alla Sapienza di Roma giudica positivamente queste mamme over50: “Penso che una donna può essere una buona madre quando è in grado di riconoscere i bisogni del figlio, essenzialmente i bisogni emotivi e di rispondere ai suoi segnali con prontezza”. “Si tratta di “competenze materne” che prescindono dall’età, in quanto collegate alle esperienze avute con le proprie madri e alle situazioni sociali in cui le donne vivono. Ritengo quindi che una donna possa essere felicemente madre anche in età avanzata e che possa anche adottare un figlio in età non più giovane”.

Non è d’accordo Sonia Piana, psicologa esperta in terapia familiare: “Dal punto di vista sistemico familiare esistono delle fasi della vita che vanno vissute appieno e rispettate cronologicamente. Tali fasi sono frutto sia della natura dell’essere umano che delle convenzioni sociali nate nel corso dei secoli; non è un caso, infatti, se l’età fertile coincide con la fase di svincolo dalla famiglia di origine e con una certa maturità dell’individuo. È anche vero che le nuove condizioni sociali ci stanno portando sempre più a ritardare tali fasi: la difficoltà di avere una propria indipendenza porta inevitabilmente i figli ad essere dipendenti dai genitori per un tempo più lungo e quindi a procrastinare tutte le altre fasi della vita. Allo stesso tempo, però, la società non è altrettanto pronta ad accettare queste situazioni “al limite” e ciò porta a notevoli difficoltà sociali e relazionali dei bambini e dei genitori-nonni stessi”. Sembra di capire che per “mamme over50 si o no?” non ci sia una vera e propria risposta scientifica. E’ chiaro comunque che olto dipende dai fattori psicologici che ci sono in causa, quanta frustrazione possono portare alla donna i diversi tentativi e quanta pressione possa riversarsi su una gravidanza del genere. Buon senso e responsabilità le uniche regole.

L’iPHONE DIVENTA UNA REFLEX

Amanti della fotografia e maniaci delle “creature” Apple unitevi. E’ in arrivo uno “speciale adattatore che permette di montare gli obiettivi Nikon o Canon su un’apposita cover per iPhone 4/4S o per l’iPhone 5”. Indubbiamente le foto scattate con l’ultimo iPhone già da sole godono di una qualità rilevante e di gran lunga soddisfacente, al punto da paragonarle a quelle scattate da una reflex digitale. E’ vero però anche che, tecnicamente, l’ottica fissa non offre la stessa flessibilità fornita da una fotocamera DSLR. Il sistema non consente di utilizzare gli automatismi delle moderne ottiche, tuttavia permette al fotografo di impostare manualmente il diaframma e la messa a fuoco, per ottenere le profondità di campo preferite. L’unione di questi due mondi si chiama iPhone SLR Mount ed è in vendita sia nella versione compatibile con le ottiche Nikon, sia nella versione compatibile con le ottiche Canon.

CAKE DESIGN MANIA ANCHE A NATALE

Possiamo parlare ormai di “Cake design mania”, l’arte di decorare i dolci nei modi più stravaganti, torte che diventano dei veri progetti d’arte e viceversa, libero spazio alla fantasia insomma. Un design tutto da mangiare. Intere città che diventano montagne di zucchero, coloratissimi trenini di pan di spagna, castelli principeschi di panna montata. E adesso tocca al panettone. I grandi pasticceri stanno lavorando per portare sotto l’albero le loro interpretazioni del panettone. Si sono riuniti a Brescia per il XIX Simposio dei maestri pasticceri e hanno dato sfogo alla loro arte bianca per il dolce delle feste.

Spazio allora a modelli classici, a quelli più glamour e innovativi, alle nuove tendenze per un cake design col cappello rosso e la barba bianca. Renne al cioccolato, casette imbiancate ricolme di regali zuccherosi. E ancora montagne di neve realizzate col torrone bianco, alberi, pupazzi di neve, stelle, confetti colorati. Cascate d’oro, bianco e immancabili rosso e verde. Vere opere d’arte che è quasi un peccato mangiare. Arte e bontà si sposano insieme, anche a Natale.

IL RITORNO DEL PIZZO, DAL LOW COST ALLE GRANDI FIRME

Si può indossare di giorno e di sera, perfetto per un evento glamour ma adatto anche ad un abbigliamento più casual. Basta saperlo abbinare e il pizzo diventa un passepartout per tutte le donne e per tutte le occasioni. Ad esempio una camicia con piccoli inserti di pizzo con una giacca, indossate su un jeans sono un outfit perfetto anche per andare in ufficio. Per non parlare delle serate più eleganti per le quali questo filato calza perfettamente. Già da diversi anni stilisti low cost e grandi nomi dell’alta moda hanno aperto i cassetti della nonna e recuperato pizzi e merletti. Senza esagerare però. Attenzione, infatti, all’orribile “effetto centrotavola”. Il pizzo va dosato bene, non in formato gigante e combinato con i giusti accessori, già da solo consegna stile e personalità a chi lo indossa.

Pizzo negli abiti ma anche negli accessori di pelletteria, scarpe, stivali e bijoux. Un breve profilo del “pizzo” lo estrapoliamo dal blog della stilista Vera Wang: “Un tempo il pizzo era trattato come il tessuto supremo soprattutto per l’abito da sposa per via della sua delicatezza, scarsità e per il costo, mentre oggi rappresenta il regno delle spose più tradizionali. Rappresenta la fragilità ed è senza tempo; nulla comunica la tradizione più del pizzo. Ci sono diversi tipi di pizzo, ognuno con la sua tessitura ed aspetto. Io adoro la delicatezza dello Chantilly e l’elaboratezza del pizzo Alencon o Venezia”. Il pizzo può essere realizzato a mano (a tombolo, ad ago, a punto in aria, ad uncinetto o con altre tecniche, con esempi quali il Pizzo di Cantù, il Filet, il Merletto di Burano, il Macramè) oppure a macchina (a seconda dei telai utilizzati per la loro realizzazione, si annoverano le due grandi famiglie dei pizzi Leavers – più elaborati con disegno fine e molto definito – e i pizzi Jacquard, più semplici, derivati dal punto tricot) .

AL MOTORSHOW IN ANTEPRIMA EUROPEA IL NUOVO MAGGIOLINO CABRIOLET

In anteprima europea al MotorShow di Bologna viene svelato il nuovo Maggiolino Cabriolet. Diversamente dall’attuale, il nuovo Cabriolet è più lungo e più basso, più sportivo e spazioso per passeggeri e bagagli. Il vano bagagli ha, infatti, una capacità di 225 litri. I passeggeri posteriori godranno di 1,2 cm in più di spazio per la testa e la capote in tessuto ad azionamento elettroidraulico si apre in 9,5 secondi e si chiude in 11 secondi. I sedili posteriori possono essere abbassati senza togliere spazio al bagagliaio.

Dal sole24ore scopriamo importanti dettagli tecnici: “a equipaggiare il Maggiolino Cabriolet solo i quattro cilindri turbo a iniezione diretta. In particolare tre le proposte a benzina TSI: il 1200 cc da 105 CV, il 1400 cc da 160 CV e il 2000 cc da 200 CV. Due, invece, i turbodiesel TDI, il 1600 cc da 105 CV e il 2000 da 140 CV. La trasmissione può essere manuale o automatica DSG a sei o sette rapporti. La dotazione di serie prevede il controllo di stabilità, l’assistenza in frenata e alla partenza, airbag laterali per la testa e roll-bar automatici. A richiesta, tra gli altri, fari bixeno, avviamento senza chiave, clima automatico, strumenti supplementari, navigatore “touchscreen” e cerchi in lega da 18 e 19 pollici. In Italia il nuovo Maggiolino Cabriolet sarà disponibile da marzo dell’anno prossimo con prezzi da 23.800 euro”. Il nuovo Maggiolino Cabriolet è l’ultimo di 331.847 esemplari realizzati in 32 anni.